1. Livello Base (A1 – A2): Le Fondamenta

In questa fase ci concentriamo sulla comunicazione quotidiana e sulle strutture grammaticali essenziali.

Modulo 1: Fonetica e Pronuncia

La buona notizia per un italiano è che lo spagnolo si legge quasi come si scrive. Tuttavia, esistono dei suoni specifici che definiscono l’accento autentico e che evitano malintesi.

1.

“El Abecedario” (L’Alfabeto)

L’alfabeto spagnolo è composto da 27 lettere. La differenza principale rispetto all’italiano è la presenza della “ñ”.

A, B, C, D, E, F, G, H, I, J, K, L, M, N, Ñ, O, P, Q, R, S, T, U, V, W, X, Y, Z.

Nota sulla Ñ: Si pronuncia come il gruppo italiano “gn” (es. España si pronuncia come Espagna).

2. La “Jota” (La J)

È il suono più caratteristico dello spagnolo. Non esiste in italiano standard.

  • Suono: È un’aspirazione forte, simile a una “h” molto aspirata o al suono che si fa per schiarirsi la gola.

  • Esempi: Jardín (giardino), Jirafa (giraffa), Reloj (orologio).

  • Trucco: Immagina di ridere in modo molto marcato: “Ja, je, ji, jo, ju”.

3. La “Ce” e la “Ci” (Il suono interdentale)

In Spagna, la C seguita da E o I ha un suono particolare.

  • Suono: Si mette la punta della lingua tra i denti, come il “th” inglese di thing.

  • Confronto:

    In italiano: Cena si pronuncia con la “c” di “ciao”.

    In spagnolo: Cena si pronuncia interdentale (quasi come una “s” sibilante ma con la lingua tra i denti).

    La Z: Segue la stessa regola della C dolce (Zapato, Zorro, Zumo).

4. La “Erre” (La R)

Esistono due tipi di vibrazione:

R semplice: Tra due vocali (es. Caro). È simile alla “r” italiana.

R forte (R vibrante): All’inizio di una parola (Rojo) o quando è doppia (Perro).

Attenzione: Gli italiani tendono a far vibrare poco la R iniziale. In spagnolo, la R di Roma deve “ruggire” molto di più che in italiano.

5. La Tilde (L’accento grafico)

In spagnolo esiste un solo tipo di accento grafico: l’accento acuto (´).

Funzione: Indica dove cade l’enfasi della voce se la parola non segue le regole standard.

Regole base:

In spagnolo vanno scritte con la tilde:

  1. Tutte le parole acute che finiscono in vocale, N o S (Canción).
  2. Tutte le parole piane che NON finiscono in vocale, N o S (Lápiz).
  3. Tutte le parole sdrucciole,bisdrucciole e trisdrucciole  (Rápido).
  4. Esiste anche la tilde diacrítica, che non segue questa regola generale ma serve unicamente a distinguere parole che altrimenti sarebbero uguali pur designando significati diversi: el (articolo, il) vs él (pronome, lui); si (condizionale, se) vs (affermativo, ); tu (possessivo, il tuo/la tua) vs (pronome, tu).

 

Modulo 2. Saluti e Presentazioni: Formale vs Informale (Tú vs Usted).

 

1. Saluti (Saludos)

In spagnolo i saluti si dividono in base al momento della giornata e al grado di confidenza.

  • ¡Hola!: Il saluto universale quando arrivi (formale e informale). Ricorda: la H è muta!

  • Buenos días: Si usa fino all’ora di pranzo (generalmente fino alle 14:00).

  • Buenas tardes: Dal pomeriggio fino a quando fa buio (dalle 14:00 alle 20:00/21:00).

  • Buenas noches: Si usa sia come saluto quando si arriva in un posto di sera, sia per congedarsi (buonanotte).

  • Adiós: Il classico saluto quando te ne vai (formale e informale).

2. Tú vs. Usted: Il cuore della cortesia

Questa è la distinzione più importante per un italiano. In spagnolo, il passaggio al “tú” (dare del tu) è molto più rapido che in Italia, ma l’uso di “Usted” rimane fondamentale in contesti specifici.

Tú (Informale)

Si usa con amici, familiari, colleghi di pari livello e, molto spesso, anche con persone della propria età che non si conoscono.

  • Coniugazione: Utilizza la seconda persona singolare.

  • Esempio: “¿Cómo estás (tú)?”

Usted (Formale)

Si usa con persone anziane, con un superiore gerarchico (se non diversamente richiesto) o in contesti molto formali (un colloquio di lavoro, un medico, un funzionario pubblico).

  • Coniugazione: Utilizza la terza persona singolare (come il “Lei” italiano). 

  • Esempio: “¿Cómo está (usted)?”

Attenzione al plurale: In Spagna, il plurale di è Vosotros (informale). Il plurale di Usted è Ustedes (formale). In America Latina, invece, Vosotros non si usa quasi mai: si usa Ustedes per tutti, sia in contesti formali che informali.

3. Formule di Presentazione

Ecco come presentarsi o presentare qualcuno a seconda del contesto:

Situazione Formale (Usted) Informale (Tú)
Chiedere il nome ¿Cómo se llama usted? ¿Cómo te llamas?
Presentarsi Me llamo… / Mi nombre es… Me llamo… / Soy…
Chiedere la provenienza ¿De dónde es usted? ¿De dónde eres?
Piacere di conoscerti Mucho gusto / Es un placer ¡Encantado/a!

4. Congedarsi (Despedidas)

Oltre al classico Adiós, ci sono opzioni più comuni:

  • ¡Hasta luego!: A dopo / A presto (il più usato in assoluto).

  • ¡Hasta pronto!: A presto.

  • ¡Hasta mañana!: A domani.

  • Nos vemos: Ci vediamo (molto colloquiale).

5. Esempio di dialogo a confronto

Contesto Informale (Tra due studenti):

— ¡Hola! ¿Cómo te llamas?

— Hola, soy Marco. ¿Y ?

— Soy Elena. ¡Encantada!

Contesto Formale (In banca):

— Buenos días, señor García. ¿Cómo está usted?

— Muy bien, gracias. ¿Y usted?

— Bien, gracias. Mi nombre es Laura.

Modulo 3. Sostantivi e Articoli: Genere e numero (attenzione alle eccezioni come el mapa o la mano).

1. Gli Articoli (Los Artículos)

Gli articoli si dividono in determinativi (il, lo, la…) e indeterminativi (un, uno, una…).

Articoli Determinativi

Numero Maschile Femminile
Singolare El (il/lo) La (la)
Plurale Los (i/gli) Las (le)

Articoli Indeterminativi

Numero Maschile Femminile
Singolare Un (un/uno) Una (una)
Plurale Unos (alcuni) Unas (alcune)

Nota importante: In spagnolo non esiste l’apostrofo. Non si scrive mai l’amico, ma sempre el amigo.

2. Il Genere: Maschile e Femminile

In genere, la regola è speculare all’italiano:

  • Parole che terminano in -o sono maschili: el libro, el chico.

  • Parole che terminano in -a sono femminili: la casa, la chica.

Le eccezioni “traditrici”

Esistono parole che finiscono in -a ma sono maschili (spesso di origine greca):

  • El problema (il problema)

  • El mapa (la mappa)

  • El día (il giorno)

  • El tema (il tema)

  • El idioma (la lingua/l’idioma)

E parole che finiscono in -o ma sono femminili:

  • La mano (la mano)

  • La radio (la radio)

  • La moto / La foto (perché abbreviazioni di motocicleta e fotografía)

3. Parole in -OR e -DAD/-CIÓN

Esistono desinenze che ti aiutano a non sbagliare mai il genere:

  • Sempre Maschili (-OR): El amor, el color, el calor, el sabor. (Attenzione: in italiano “il fiore”, in spagnolo el flor? No! È l’eccezione: la flor).

  • Sempre Femminili (-DAD / -CIÓN / -SIÓN): La ciudad (la città), la verdad (la verità), la estación (la stazione), la pasión (la passione).

4. Il Numero: Formazione del Plurale

Formare il plurale in spagnolo è più semplice che in italiano perché non si cambia la vocale finale, ma si aggiunge una consonante.

Se la parola finisce in vocale: aggiungi -s.

LibroLibros

ChicaChicas

Se la parola finisce in consonante: aggiungi -es.

CiudadCiudades

PapelPapeles

Se la parola finisce in -z: la “z” diventa -c e si aggiunge -es.

Lápiz (matita) → Lápices

Pez (pesce) → Peces

5. L’articolo “EL” con nomi femminili

Questa è una regola salva-orecchie. Se un nome femminile singolare inizia con A o HA tonica (dove cade l’accento), si usa l’articolo maschile EL per evitare un brutto suono (cacofonia).

  • Si dice: El agua (anche se agua è femminile! Infatti al plurale torna normale: las aguas).

  • Si dice: El hambre (la fame).

  • Si dice: El águila (l’aquila).

Modulo 4. Presente Indicativo: Verbi regolari e i principali irregolari (ser, estar, tener, ir).

Il Presente Indicativo è il motore della lingua. Per un italiano è molto intuitivo, ma bisogna fare attenzione alle desinenze e alle irregolarità che differiscono leggermente dalle nostre.

1. Verbi Regolari

In spagnolo i verbi si dividono in tre coniugazioni: -AR, -ER, -IR.

Persona

1ª Conj.

(-AR)

2ª Conj.

(-ER)

3ª Conj.

(-IR)

Yo -o (hablo) -o (como) -o (vivo)
-as (hablas) -es (comes) -es (vives)
Él/Ella/Usted -a (habla) -e (come) -e (vive)
Nosotros/as -amos (hablamos) -emos (comemos) -imos (vivimos)
Vosotros/as -áis (habláis) -éis (coméis) -ís (vivís)
Ellos/as/Ustedes -an (hablan) -en (comen) -en (viven)

Nota per l’italiano: Attenzione alla 2ª persona plurale (Vosotros). In spagnolo ha sempre l’accento grafico: -áis, -éis, -ís.

2. I Pilastri Irregolari: Ser, Estar, Tener, Ir

Questi quattro verbi sono fondamentali e vanno imparati a memoria perché si usano in quasi ogni frase.

Ser e Estar (Essere)

Mentre in italiano abbiamo un solo verbo “essere”, lo spagnolo ne ha due. Qui vediamo la coniugazione, nel prossimo modulo vedremo quando usarli.

Persona SER ESTAR
Yo Soy Estoy
Eres Estás
Él/Ella/Ud. Es Está
Nosotros/as Somos Estamos
Vosotros/as Sois Estáis
Ellos/as/Uds. Son Están

Tener (Avere/Tenere) e Ir (Andare)

  • Tener: Si usa per il possesso e per l’età (Tengo 25 años). È un verbo “dittongato” (la e diventa ie).

  • Ir: È completamente irregolare.

Persona TENER IR
Yo Tengo Voy
Tienes Vas
Él/Ella/Ud. Tiene Va
Nosotros/as Tenemos Vamos
Vosotros/as Tenéis Vais
Ellos/as/Uds. Tienen Van

 

3. Le Irregolarità Comuni: Il Dittongo

Molti verbi spagnoli cambiano la vocale della radice quando sono accentati (tutte le persone tranne nosotros e vosotros).

E → IE: Querer (voglio) → Yo quiero, Tú quieres… (ma Nosotros queremos).

O → UE: Poder (potere) → Yo puedo, Tú puedes… (ma Nosotros podemos).

E → I: Pedir (chiedere) → Yo pido, Tú pides… (ma Nosotros pedimos).

4. La Prima Persona Irregolare (La “G”)

Alcuni verbi sono irregolari solo alla prima persona (Yo), poi diventano regolari:

  • Hacer (Fare) → Yo hago (tu haces, él hace…)

  • Salir (Uscire) → Yo salgo (tu sales, él sale…)

  • Poner (Mettere) → Yo pongo (tu pones, él pone…)

Consiglio Pratico

Non cercare di imparare tutti i verbi irregolari in un giorno. Inizia con Ser, Estar, Tener e Ir. Una volta dominati questi, gli altri seguiranno naturalmente per somiglianza.

Modulo 5. Ser vs Estar: La sfida principale per gli italiani.

Questa è probabilmente la lezione più importante per un italiano. Poiché in italiano usiamo quasi sempre il verbo “essere”, tendiamo a tradurre tutto con ser. Tuttavia, in spagnolo, la scelta tra Ser ed Estar cambia completamente il significato della frase.

Ecco la guida definitiva per non sbagliare.

1. Il verbo SER: L’Essenza

Si usa per definire ciò che è permanente, intrinseco o difficile da cambiare. Definisce l’identità.

  • Identità e Nome: Soy Marco.

  • Nazionalità e Origine: Soy italiano, soy de Cesena.

  • Professione: Soy profesor. (Anche se il lavoro può cambiare, socialmente definisce chi sei).

  • Caratteristiche fisiche o caratteriali: Lola es alta y muy inteligente.

  • Possesso: El libro es de Juan.

  • Data e Ora: Hoy es lunes. Son las tres.

2. Il verbo ESTAR: Lo Stato

Si usa per ciò che è temporaneo, per una condizione o per la posizione nello spazio.

  • Posizione e Luogo: Estoy en casa. Madrid está en España. (Attenzione: anche se Madrid non si muove, si usa estar per la localizzazione geografica).

  • Stati d’animo e Salute: Estoy alegre. Estoy enfermo.

  • Condizioni fisiche temporanee: La sopa está caliente.

  • Azioni in corso (Estar + Gerundio): Estoy estudiando español.

  • Stato civile: Está casado / Está divorciado. (In spagnolo è visto come uno “stato” del momento).

3. La sfida: Aggettivi che cambiano significato

Questa è la parte dove gli italiani inciampano più spesso. Molti aggettivi possono essere usati con entrambi i verbi, ma il significato cambia drasticamente:

Aggettivo Con SER (Essenza) Con ESTAR (Stato)
Bueno Essere buono (persona) Essere buono (sapore/salute)
Malo Essere cattivo (persona) Essere malato / Essere avariato
Listo Essere intelligente Essere pronto
Aburrido Essere noioso (carattere) Essere annoiato (momento)
Verde Essere di colore verde Essere acerbo (frutta)

Esempio classico:

  • Soy aburrido = Sono una persona noiosa (nessuno vuole uscire con me).

  • Estoy aburrido = Mi sto annoiando in questo momento.

4. Trucco rapido per italiani

Se puoi sostituire “essere” con “trovarsi” o “sentirsi”, allora quasi certamente devi usare ESTAR.

  • “Io sono a Cesena” → “Io mi trovo a Cesena” = Estoy en Cesena.

  • “Io sono triste” → “Io mi sento triste” = Estoy triste.

  • “Io sono alto” → Non posso dire “mi sento alto” per definire la mia altezza reale = Soy alto.

Esercizio di riflessione

Come tradurresti queste due frasi?

“Il ghiaccio è freddo.” (È la sua natura)

“Il mio caffè è freddo.” (Si è raffreddato ora)

Soluzione: 1. El hielo es frío. 2. Mi café está frío.

Modulo 6. I Falsi Amici: Parole come burro, salir, vaso, pronto.

Questo è il modulo più divertente, ma anche il più “pericoloso”. Per un italiano, lo spagnolo è un’arma a doppio taglio: la somiglianza ci aiuta a capire, ma ci spinge a inventare parole o a usarle nel modo sbagliato.

I Falsi Amici (Falsos Amigos) sono parole che si scrivono o suonano in modo simile all’italiano, ma hanno un significato completamente diverso.

1. I “Quattro Grandi” del tuo programma

Ecco l’analisi delle parole che hai menzionato, che sono tra le più ingannevoli:

Burro

  • Cosa pensa l’italiano: Il condimento per la pasta.

  • Cosa significa in spagnolo: Asino.

  • Come si dice “Burro” (italiano): Mantequilla.

  • Esempio: “He comprado mantequilla” (Ho comprato il burro). “El burro es un animal” (L’asino è un animale).

Salir

  • Cosa pensa l’italiano: Salire (le scale, sull’autobus).

  • Cosa significa in spagnolo: Uscire.

  • Come si dice “Salire” (italiano): Subir.

  • Esempio: “Voy a salir con mis amigos” (Uscirò con gli amici). “Tengo que subir las escaleras” (Devo salire le scale).

Vaso

  • Cosa pensa l’italiano: Un contenitore per i fiori o per le piante.

  • Cosa significa in spagnolo: Bicchiere (per bere).

  • Come si dice “Vaso” (italiano): Florero (fiori) o Maceta (piante).

  • Esempio: “Quiero un vaso de agua” (Voglio un bicchiere d’acqua).

Pronto

  • Cosa pensa l’italiano: Qualcosa di preparato o la risposta al telefono.

  • Cosa significa in spagnolo: Presto (tempo).

  • Come si dice “Pronto” (italiano): Listo (preparato) o ¡Diga! (al telefono).

  • Esempio: “Nos vemos pronto” (Ci vediamo presto). “¿Estás listo?” (Sei pronto?).

2. Altri Falsi Amici essenziali per iniziare

 

Parola Spagnola Traduzione Reale Cosa NON significa Traduzione dello sbaglio
Aceite Olio Aceto Vinagre
Largo Lungo Largo Ancho
Habitación Stanza/Camera Abitazione Vivienda/Casa
Apellido Cognome Appello Llamada/Lista
Embarazada Incinta Imbarazzata Avergonzada
Todavía Ancora Tuttavia Sin embargo

 

3. Errori di “Itagnolo” comune

Spesso gli italiani aggiungono una “s” alla fine delle parole pensando di parlare spagnolo, ma i falsi amici vanno oltre la grammatica:

  • Discutir: In spagnolo significa spesso litigare animatamente, non solo confrontarsi civilmente.

  • Negocio: È un affare o un’attività commerciale, non necessariamente il “negozio” fisico (che si dice Tienda).

Il consiglio dell’esperto

Quando parli spagnolo e una parola ti sembra troppo simile all’italiano… diffida! Fermati un secondo e chiediti se potrebbe essere un falso amico. Imparare questi termini ti farà sembrare immediatamente molto più preparato e meno “turista”.

Modulo 7. Esprimere Gusti: Il verbo Gustar e la sua struttura particolare.

Il verbo Gustar è il punto in cui molti studenti italiani iniziano a confondersi. Perché? Perché anche se esiste il verbo “gustare” in italiano, noi usiamo preferibilmente “piacere”.

La struttura dello spagnolo è identica a quella di “piacere”, ma con alcune regole rigide sui pronomi che non dobbiamo mai dimenticare.

1. La Struttura Inversa

In spagnolo, non sono “io” che compio l’azione, ma è l’oggetto che “piace a me”. Per questo motivo, il verbo si usa quasi sempre solo alla terza persona (singolare o plurale).

La formula magica:

Pronome Indiretto + Gusta/Gustan + Soggetto (la cosa che piace)

  • Gusta: se ciò che piace è singolare o un verbo all’infinito.

  • Gustan: se ciò che piace è plurale.

Persona Pronome Verbo Cosa piace
(A me) Me gusta / gustan el café / los libros
(A te) Te gusta / gustan bailar / las vacaciones
(A lui/lei/Lei) Le gusta / gustan comer / los gatos
(A noi) Nos gusta / gustan viajar / las lenguas
(A voi) Os gusta / gustan el cine / los deportes
(A loro/Loro) Les gusta / gustan dormir / las flores

2. Le due parti del “A me mi…”

In italiano dire “A me mi piace” è considerato un errore grammaticale (ridondanza). In spagnolo, invece, è molto comune e serve ad enfatizzare.

Esistono due tipi di pronomi:

Forma Tonica (Opzionale, per enfatizzare): A mí, a ti, a él, a nosotros…

Forma Atona (Obbligatoria): Me, te, le, nos, os, les.

  • Esempio corretto: Me gusta el chocolate.

  • Esempio con enfasi: A mí me gusta el chocolate.

  • ERRORE DA EVITARE: Mai dire “Yo gusto chocolate”.

3. Singolare vs Plurale

L’errore più frequente per un italiano è dimenticare la “N” finale quando si parla di cose plurali.

  • Me gusta la paella. (Singolare)

  • Me gusta cantar. (Infinito = sempre singolare)

  • Me gustan las playas de España. (Plurale)

4. Altri verbi come “Gustar”

Una volta imparata questa struttura, hai imparato a usare decine di altri verbi fondamentali:

  • Encantar: (Piacere moltissimo/Adorare) → Me encanta este curso.

  • Interesar: (Interessare) → Nos interesa la cultura española.

  • Parecer: (Sembrare/Parere) → ¿Qué te parece Cesena?

  • Doler: (Far male) → Me duele la cabeza.

Riepilogo per italiani

Italiano Spagnolo Nota
Mi piace Me gusta Non usare “yo”!
Mi piacciono Me gustan Non dimenticare la -N!
Ti piace Te gusta
Gli/Le piace Le gusta Si usa “Le” sia per “lui” che per “lei”.

Modulo 8. Passato Prossimo (Pretérito Perfecto): Azioni recenti e l'uso del participio.

Il Pretérito Perfecto corrisponde al nostro Passato Prossimo. Per un italiano è un tempo “amico” perché la logica è molto simile, ma attenzione: lo spagnolo è molto più semplice nella costruzione, anche se ha le sue piccole trappole.

1. La Formazione: Un solo ausiliare

In italiano usiamo due ausiliari: “essere” (sono andato) e “avere” (ho mangiato). In spagnolo si usa SEMPRE E SOLO il verbo HABER (avere).

Coniugazione di HABER (Presente):

  • Yo he

  • has

  • Él/Ella/Usted ha

  • Nosotros hemos

  • Vosotros habéis

  • Ellos/Ellas/Ustedes han

2. Il Participio Passato

Si forma cambiando la desinenza del verbo all’infinito:

Verbi in -AR-ado (Hablado, Cantado, Estudiado)

Verbi in -ER / -IR-ido (Comido, Vivido, Bebido)

Regola d’oro: In spagnolo il participio passato è invariabile. Non cambia mai per genere o numero.

Italiano: “Lei è andata“, “Loro sono andati“.

Spagnolo: “Ella ha ido“, “Ellos han ido“.

3. Quando si usa?

Si usa per azioni avvenute in un tempo che l’oratore considera ancora attuale o non concluso.

Azioni recenti: Hoy he desayunado mucho (Oggi ho mangiato molto a colazione).

Esperienze di vita (senza data precisa): ¿Has estado alguna vez en Madrid? (Sei mai stato a Madrid?).

Tempo non concluso: Si accompagna spesso a marcatori temporali come:

Hoy (Oggi)

Esta mañana / Este mes / Este año

Todavía no / Ya (Non ancora / Già)

Últimamente (Ultimamente)

4. I Participi Irregolari

Questi vanno imparati a memoria perché sono molto comuni:

  • Abrir → abierto (aperto)

  • Decirdicho (detto)

  • Hacerhecho (fatto)

  • Vervisto (visto)

  • Escribir → escrito (scritto)

  • Volver → vuelto (tornato)

  • Poner → puesto (messo)

  • Romper → roto (rotto)

5. Una differenza cruciale con l’italiano

In spagnolo, non si può mai separare l’ausiliare Haber dal participio.

  • Italiano: “Ho sempre mangiato bene”.

  • Spagnolo: “Siempre he comido bien” oppure “He comido bien siempre“.

  • MAI DIRE: “He siempre comido”.

Modulo 9. Descrizione Fisica e Caratteriale: Lessico della famiglia e della casa.

Con questo modulo completiamo il Livello Base (A1-A2). Qui imparerai a dare un volto e un contesto alle persone, descrivendo non solo come sono fatte, ma anche dove vivono e chi sono i loro cari.

Per un italiano, il lessico della casa e della famiglia è molto intuitivo, ma attenzione ad alcuni “falsi amici” insidiosi!

1. Descrizione Fisica (¿Cómo es?)

In spagnolo, come in italiano, usiamo il verbo SER per caratteristiche permanenti e TENER per tratti specifici.

  • Con SER (Aspetto generale):

    • Alto/aBajo/a (Basso/a)

    • Delgado/a (Magro/a) ≠ Gordo/a (Grasso/a)

    • Guapo/a (Bello/a) ≠ Feo/a (Brutto/a)

    • Joven (Giovane) ≠ Viejo/a o Mayor (Vecchio/Anziano)

  • Con TENER (Parti del corpo):

    • Tener los ojos azules / verdes / marrones.

    • Tener el pelo largo / corto / rizado (riccio) / liso.

    • Tener barba / bigote.

2. Descrizione Caratteriale (¿Cómo es de carácter?)

Si usa quasi esclusivamente il verbo SER.

  • Simpático/aAntipático/a

  • Trabajador/a (Lavoratore) ≠ Vago/a (Falso amico! Significa “pigro”, non vago).

  • Tímido/aExtrovertido/a

  • Inteligente, amable (gentile), divertido/a (divertente).

3. La Famiglia (La Familia)

Il vocabolario è molto simile, ma ci sono piccole differenze di scrittura.

Relazione Spagnolo Nota per l’italiano
Genitori Los padres Parientes significa “parenti” in generale.
Padre / Madre Padre / Madre Papá / Mamá (con accento!).
Figlio / Figlia Hijo / Hija La “H” è muta.
Fratello / Sorella Hermano / Hermana
Nonno / Nonna Abuelo / Abuela
Zio / Zia Tío / Tía Si usa anche colloquialmente per dire “tizio/a”.
Cugino / Cugina Primo / Prima Falso amico! Non significa “il primo”.
Nipote Sobrino/a (di zii) o Nieto/a (di nonni) In spagnolo si distingue!

4. La Casa (La Casa)

Ecco le stanze e gli elementi principali.

  • La cocina: La cucina.

  • El salón / El cuarto de estar: Il soggiorno.

  • El dormitorio / La habitación: La camera da letto.

  • El baño: Il bagno.

  • La habitación: (Falso amico! Significa “stanza” o “camera”, non l’intera abitazione).

  • Mobili principali: La cama (letto), la mesa (tavolo), la silla (sedia), el sofá.

Curiosità: In Spagna, il “pavimento” si chiama suelo. Se dici pavimento, ti capiranno ma suona molto formale o tecnico.

5. Esercizio di sintesi: Descrivi la tua famiglia

Prova a unire tutto quello che hai imparato in una piccola presentazione:

“Mi hermano se llama Luca. Es muy alto y simpático. Tiene el pelo corto y negro. Vive en una casa pequeña con un salón muy bonito.”

Complimenti! Hai terminato il programma del Livello Base.

Ora hai gli strumenti per:

  • Salutare e presentarti.
  • Usare i verbi al presente e al passato prossimo.
  • Descrivere persone, oggetti e luoghi.
  • Evitare i primi pericolosi falsi amici.